Vincent Neuling (1795 - 1846) 

20.08.2020

La Sonata per Clavicembalo e Mandolino (o Violino) 

Nel corso del XVIII secolo, mentre il mandolino a Parigi stava vivendo il periodo di massimo splendore, l'Impero Asburgico non aveva ancora pienamente apprezzato le sue caratteristiche stilistiche ed espressive, così da offrirgli un posto più modesto nella sua produzione musicale.

Tuttavia, fino alla fine del 1780, fu rivalutato nell'Europa centrale, con maggior enfasi nelle capitali artistiche dell'Impero, Praga e Vienna. Fu proprio in tale frangente che compositori di chiara fama si dedicarono alla realizzazione di opere per questo strumento. 

Nel 1796 a Praga, Ludwig van Beethoven, compose le quattro "Sonatine" per mandolino e clavicembalo mentre, pochi anni prima, Wolfgang Amadeus Mozart scrisse l'aria "Deh vieni alla finestra" dell'Opera il "Don Giovanni".

Parallelamente a Vienna, il noto compositore Johann Nepomuk Hummel scrisse il "Concerto in sol maggiore per mandolino e orchestra" 

e  il viennese Vincent Neuling la "Sonata per clavicembalo e violino o mandolino".

Nato l'11 Ottobre del 1795 fu un violinista e mandolinista. Figlio del gioielliere Bruno Neuling originario di Neuwied sul Reno, studiò violino con Giuseppe Mayseder, famoso violinista viennese, con il quale dal 1817 al 1822 organizzò numerosi concerti presso la Gundelhofes al Wiener Bauernmarkt. Nel 1820 V. Neuling aprì presso la sua residenza un Haustheater, qui invitava musicisti di fama quali: Johann Strauss padre e Franz Schubert.

Della Sonata per lo strumento a corde pizzicate sono presenti due edizioni: la prima (con copia originale collocata presso la biblioteca dell'Università di Tübingen in Germania) pubblicata dall'Au Magasin de l'imprimiere chemique JR le Graben a Vienna nel 1810 e una seconda edizione dal titolo "Sonate pour le clavecin et violon ou mandoline Op. 3/Op. 8", dedicata alle Mesdemoiselles Babette et Madeleine de Lechleitner edita da Steiner e Comp, Au Magasin de l'imprimiere chemmique JR le Graben di Vienna e pubblicata a Weinmann in Polonia nel 1813.

Caratteristica compositiva di quest'opera è rappresentata dall'espressività e dalla cantabilità melodica della parte del clavicembalo. Dalla seconda metà del XVIII secolo la relazione tra il mandolino (o altro solista) e lo strumento d'accompagnamento era radicalmente cambiata. Non solo la parte della tastiera era scritta integralmente ma assumeva un ruolo di ugual importanza con lo strumento "solista". La maggior enfasi posta dai compositori su queste Sonate concertate si riflette anche nei titoli che spesso elencano gli strumenti in ordine inverso, come nel caso della "Grande sonata per fortepiano con accompagnamento di mandolino o violino obbligato" del già citato J. N. Hummel, composta nel 1810. 

Gran parte della musica pervenuta, scritta per mandolino del XVIII secolo, fu composta per il mandolino napoletano. Questo modello è costituito da quattro cori doppi accordati per quinte, come il violino (mi - la- re - sol) e le corde sono pizzicate con l'ausilio di un plettro. Per modalità compositiva la Sonata sembra essere proprio destinata ad una tipologia di mandolino napoletano.

In passato molti compositori anche meno conosciuti si dedicarono alla composizione per questi strumenti indicando esclusivamente la dicitura "mandolino" senza specificare la sua tipologia, motivo per cui il più delle volte è possibile solo ipotizzare a quale strumento fosse realmente destinata l'opera.

Vincent Neuling fu sepolto nel cimitero Est di Währing e la sua lapide di pietra è ancora nel Gräberhain dello Schubertpark. Il compositore viennese scrisse anche altre due opere destinate al violino. La "Polonaise pour le violon avec accompagnement de deux violons alto et violoncelle; Oeuv. 7" dedicata a Monsierur George Wieninger e il "Rondeau pour le violon: avec accompagnement de 2 violons, viola et violoncelle; oeuv. 6" composto e dedicato al suo amico Joseph Mayseder dal suo allievo Vincent Neuling.

During the XVIII century, while the mandolin in Paris was experiencing the period of maximum splendor, the Habsburg Empire had not yet fully appreciated its stylistic and expressive characteristics, so as to offer it a more modest place in its musical production.

However, until the end of 1780, the mandolin was revalued in central Europe, with greater emphasis in the artistic capitals of the Empire, Prague and Vienna. It was right in this situation that well renowned composers dedicated themselves to the creation of works for this instrument.

In 1796 in Prague, the great Ludwig van Beethoven composed the four "Sonatinas" for mandolin and harpsichord while, a few years before, Wolfgang Amadeus Mozart wrote the aria "Deh come to the window" of the Opera "Don Giovanni".

In parallel to Vienna, many composers devoted themselves to the composition of works intended for the mandolin, including the "Concerto in G major for mandolin and orchestra" by the famous composer Johann Nepomuk Hummel

and the "Sonata for harpsi- chord and violin or mandolin" by the Viennese composer Vincent Neuling.

Born on October 11th, 1795, he was a violinist and mandolinist and lived in Vienna in the early XIX century. Son of the jeweler Bruno Neuling from Neuwied on the Rhine, he studied violin with Giuseppe Mayseder, a famous Viennese violinist, with whom from 1817 to 1822 he organized numerous concerts at the Gundelhofes at Wiener Bauernmarkt. In 1820 V. Neuling opened a Haustheater in his residence, where he invited famous musicians such as: Johann Strauss father and Franz Schubert.

There are two editions of the Sonata presented here: the first (with an original copy located at the University Library of Tübingen in Germany) published by the Au Magasin de l'imprimiere chemique JR le Graben in Vienna in 1810 and a second edition entitled Sonate pour le clavecin et violon ou mandoline Op. 3/Op. 8, dedicated to the Mesdemoiselles Babette et Madeleine de Lechleitner published by Steiner and Comp, Au Magasin de l'imprimiere chemmique JR le Graben of Vienna and published at Weinmann in Poland in 1813.

A compositional feature of this work is represented by the expressiveness and melodic cantability of the harpsichord part. In fact, from the second half of the XVIII century the relationship between the mandolin and the accompanying instrument had radically changed. Not only the part of the keyboard was written in full but it assumed a role of equal importance with the "soloist" instrument. The major emphasis placed by composers on these concerted Sonatas is also reflected in the titles that often list the instruments in reverse order, as in the case of the "Great sonata for fortepiano with accompaniment of mandolin or violin obbligato" by J. N. Hummel, composed in 1810.

Great part of the music received, written for mandolin of the XVIII century, was composed for Neapolitan mandolin. This model consists of four double courses tuned in fifths, such as the violin (EADG) and the strings are plucked with the help of a plectrum. In terms of composition, the Sonata shown here seems to be really destined to a typology of Neapolitan mandolin.

In the past many composers, even less known, dedicated themselves to the composition for these instruments, indicating exclusively the word "mandolin" without specifying its typology, that is why most of the time it is only possible to speculate to which instrument the work was actually addressed.

Vincent Neuling was buried in the East cemetery of Währing and his headstone is still in the Gräberhain of the Schubertpark. The Viennese composer also wrote two other works for violin. The "Polonaise pour le violon avec accompagnement de deux violons alto et violoncelle; Oeuv. 7" dedicated to Monsieur George Wieninger and the" Rondeau pour le violon: avec accompagnement de 2 violons, viola et violoncelle; oeuv. 6" composed and dedicated to his friend Joseph Mayseder by his student Vincent Neuling.

By Annalisa Desiata


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